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Caffetteria 2017-04-04T11:41:31+00:00

IL CAPPUCCINO

FATTO CON IL CUORE

Per il nostro cappuccino ci facciamo in sei.

Per ottenere la qualità del nostro cappuccino seguiamo sei semplici regole.

Preparare un buon caffè.

Il gusto del cappuccino dipende in larga parte dal sapore del caffè che si utilizza per prepararlo. Per fare un espresso come si deve, è necessario utilizzare, come facciamo noi, un caffè di ottima qualità.

Utilizzare il latte adeguato.

È preferibile scegliere il latte rigorosamente fresco. Sebbene alcuni clienti possano richiedere esplicitamente di usare latte scremato o di soia, quello intero è l’ideale perché più saporito e ricco di gusto, inoltre contiene più proteine che contribuiscono a rendere più cremosa la bevanda.

Scegliere il bricco adatto per fare la crema di latte.

Il bricco più adatto per montare il latte è quello realizzato in acciaio inossidabile e provvisto di beccuccio, un elemento che aiuta molto durante la fase in cui si versa il latte. Deve avere una forma bombata nella parte inferiore, questo permette di trattenere il calore all’interno e favorisce l’assorbimento dell’aria da parte del latte.

Dosare bene il latte.

Occorre versare la quantità desiderata di latte all’interno del bricco. Troppo latte finisce per diluire il caffè e rendere la bevanda meno gustosa.

Montare il latte per ottenere la crema.

In questa fase il latte deve aumentare di volume incorporando l’aria. Riuscire a ottenere una buona crema è molto importante visto che la cremosità è ciò rende il cappuccino così irresistibile. Per ottenere una buona crema si posiziona la parte finale del vaporizzatore della macchina da caffè all’interno del bricco. Non bisogna immergere completamente la punta, ma solo mezzo centimetro circa, e occorre fare attenzione a non toccare il lato interno del bricco. Infine si apre il vapore al massimo e si fa roteare leggermente il bricco.

Versare la crema di latte nella tazza del caffè.

Prima di versare la crema di latte, si deve agitare leggermente il bricco in modo da far amalgamare il più possibile la parte più cremosa con quella più liquida, poi lo si lascia riposare per qualche secondo. Dopodiché si inclina leggermente la tazza con il caffè e si versa la crema di latte fino a riempirla del tutto.

Il cappuccino balla il valzer?

Il cappuccino è una bevanda di origine italiana composta da caffè espresso e latte montato a schiuma. Il nome pare derivare dalla somiglianza con il colore dell’abito marrone dei cappuccini. La storia narra che l’idea del cappuccino venne da una preparazione viennese detta “Kapuziner”, a base di caffè, panna montata e spezie, attestata dalla fine del XVIII secolo, poi adattata nei territori di Trieste e negli altri possedimenti italiani austroungarici. La diffusione del cappuccino italiano risale comunque agli anni trenta del Novecento. Le macchine espresso necessarie per ottenere il caratteristico effetto del cappuccino si diffusero soltanto a partire dai primi anni del XX secolo, con il primo brevetto rilasciato a Luigi Bezzera nel 1901.

IL CAFFÈ

ENERGIA PURA

Il nostro caffè e le magnifiche sei (regole).

Per ottenere il nostro ottimo caffè seguiamo queste sei regole:

Utilizziamo chicchi freschi.

Sono sempre meglio perché la freschezza è importantissima. Ci assicuriamo che la data della tostatura sia il più vicino possibile a quella in cui acquistiamo il prodotto. Nel migliore dei casi non più di tre settimane.

Una ottima macinatura.

Un caffè macinato dovrebbe avere la stessa consistenza dello zucchero. Troppo grosso lascerebbe passare l’acqua velocemente senza prendere davvero sapore. Troppo fino (come polvere) tenderebbe ad addensarsi rendendo il caffè molto più amaro. Un buon espresso, ben preparato, non dovrebbe essere amaro.

Usiamo acqua purificata, senza minerali o elementi inquinanti, scaldata intorno a 89°C.

Non usare mai acqua portata a ebollizione perché arresterebbe il processo che porta ad ottenere un buon caffè. Al contrario un calore insufficiente impedisce che i componenti importanti vengano estratti dalla macinatura.

Attenzione alla giusta quantità di caffè.

La corretta quantità di caffè per una tazzina è di circa 7 grammi per una dose o 14 grammi per un caffè doppio.

La giusta pressione.

Troppa poca pressione non permetterà all’acqua di raccogliere i componenti fondamentali. Con troppa pressione, invece, l’infusione impiegherà molto tempo risultando amara e senza crema.

Dopo 4-6 secondi apparirà la prima goccia e 25 secondi dopo ecco la perfetta tazzina di caffè.

La crema color nocciola dovrebbe apparire sulla superficie del caffè una volta uscito. La schiuma, blandamente amarognola, non aggiunge granché al sapore ma funge da “tappo” per gli aromi che, costretti a non evaporare, rimangono dentro la tazzina.

Il caffè fu scoperto dalle capre?

Fino al XIX secolo non era certo quale fosse il luogo di origine della pianta del caffè e, oltre all’Etiopia, si ipotizzava la Persia e lo Yemen. Pellegrino Artusi, nel suo celebre manuale La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, sostiene che il miglior caffè sia quello di Mokha (città nello Yemen), e che questo sarebbe l’indizio per individuarne il luogo d’origine.

Esistono molte leggende sull’origine del caffè. La più conosciuta dice che un pastore chiamato Kaldi portava a pascolare le capre in Etiopia. Un giorno queste incontrando una pianta di caffè cominciarono a mangiare le bacche e a masticare le foglie. Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo il pastore ne individuò la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, poi li macinò e ne fece un’infusione, ottenendo il caffè.